Attualità - 05 aprile 2025, 12:00

Cusio 2030: i primi risultati del progetto per la biodiversità del Lago d’Orta

Dallo studio dell’ecosistema al ripopolamento ittico: le prime azioni concrete per tutelare la fauna lacustre

Il Lago d’Orta è al centro di un’importante iniziativa di tutela e valorizzazione ambientale grazie al progetto Cusio 2030, un programma triennale avviato nel 2023 e sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo con un finanziamento di 340 mila euro. Il progetto, che si concluderà nel 2026, ha già mosso i primi passi concreti per il ripristino e la conservazione della biodiversità acquatica autoctona, puntando a creare condizioni favorevoli affinché l’ecosistema possa mantenersi sano e rigoglioso nel tempo.

L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Novara in collaborazione con l’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, l’Associazione Amici del Fermi di Arona e l’Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA-CNR) di Verbania, rientra in uno dei Contratti di Lago più partecipati d’Italia, con ben 140 realtà territoriali coinvolte tra istituzioni, aziende e associazioni.

Gli obiettivi di Cusio 2030 si concentrano sulla tutela dell’ambiente lacustre e sulla reintroduzione delle specie ittiche autoctone, come l’agone, il pigo, il luccio italico e la trota marmorata, che non sono ancora tornate spontaneamente nel lago dopo il grande intervento di risanamento delle acque avvenuto nel 1989. In quell’occasione, sotto la guida dell’IRSA-CNR, vennero aggiunte circa 15 mila tonnellate di carbonato di calcio per riportare il pH del lago a livelli ottimali, ponendo fine all’acidificazione che lo aveva reso uno dei bacini più compromessi d’Europa.

Ma la sfida non si esaurisce qui. Il progetto prevede anche il contenimento delle specie invasive, come il gambero della Louisiana, che minaccia l’ecosistema del lago, e un monitoraggio costante delle acque per controllare la qualità dell’habitat e l’andamento delle specie reintrodotte.

Tra le attività già realizzate spicca il posizionamento delle legnaie in quattro punti del lago – Bagnera di Orta, Punta Casa Rio, Spiaggia Miami e Lido di Gozzano – a circa dieci metri di profondità. Queste strutture, calate con l’ausilio di un elicottero, offrono rifugi sicuri per i pesci, consentendo loro di deporre le uova e proteggersi dai predatori. Saranno periodicamente rinforzate per garantire una protezione duratura e favorire la riproduzione delle specie ittiche.

Parallelamente, si è avviato il ripopolamento ittico con l’immissione nel lago di avannotti di luccio italico, cresciuti e svezzati nell’incubatoio del CNR, e con il rilascio di uova fecondate di agone. Anche gli affluenti del lago sono stati interessati dal progetto, con l’introduzione di uova e larve di trota marmorata. Il monitoraggio di queste operazioni proseguirà fino alla primavera del 2026 per valutare l’effettiva riuscita della reintroduzione delle specie.

Monitoraggio dell’avifauna e controllo delle specie invasive

Nel corso del 2023 e del 2024 è stato condotto uno studio approfondito sulla presenza degli uccelli ittiofagi nel lago, affidato ai naturalisti Manuel Piana e Lorenzo Laddaga. Sono state confermate presenze significative di cormorani, svassi maggiori e smerghi maggiori, con esemplari provenienti persino dal Nord Europa. Lo studio ha l’obiettivo di comprendere meglio il comportamento di queste specie, in modo da valutare eventuali strategie per la tutela dell’ittiofauna del lago.

Un altro focus del progetto è il controllo del gambero della Louisiana, una specie invasiva che si è diffusa rapidamente nel Lago d’Orta, minacciando le specie autoctone. Il monitoraggio avviene grazie a una boa limnologica dotata di sensori, che registra in tempo reale parametri come temperatura, pH, clorofilla e conducibilità elettrica. Questo sistema consente un controllo costante della salute del lago e rappresenta un passo fondamentale nella gestione dell’ecosistema.

Accanto agli interventi scientifici, il progetto Cusio 2030 dedica grande attenzione alla sensibilizzazione del pubblico, coinvolgendo scuole primarie e secondarie del territorio. Grazie alla collaborazione tra l’Ecomuseo e l’Associazione Amici del Fermi, sono stati organizzati incontri didattici in aula e attività outdoor per far conoscere agli studenti le tematiche ambientali legate al Lago d’Orta.

Inoltre, sono state realizzate iniziative di divulgazione come l’installazione di webcam panoramiche attorno al lago e di una telecamera subacquea che permette di osservare in diretta le attività dei pesci nei siti di nidificazione. Un ulteriore passo avanti è rappresentato dal reinserimento della cozza d’acqua dolce, nell’ambito del progetto Ris-Orta, che ha il compito di monitorare la presenza di metalli pesanti nell’acqua, essendo questa specie particolarmente sensibile all’inquinamento.

I risultati delle ricerche e delle attività del progetto sono stati raccolti e pubblicati nella rivista Le Rive e nella mostra itinerante Ambiente in Mostra, che ha già fatto tappa al Sacro Monte di Orta San Giulio e nei comuni di Gargallo e Gozzano.

Secondo Davide Molinari, consigliere della Provincia di Novara con delega alla Gestione del Territorio, Cusio 2030 sta dimostrando il valore di un approccio scientifico e multidisciplinare per la tutela del lago:

“Abbiamo attivato una solida rete di collaborazioni e i risultati ottenuti finora confermano l’efficacia del nostro lavoro.”

Giuseppe Maio, consigliere provinciale delegato a Caccia e Pesca, sottolinea invece l’importanza del progetto nel contrastare la perdita di biodiversità:

“Le azioni messe in campo sono perfettamente in linea con le politiche ambientali adottate negli ultimi anni per la salvaguardia degli ecosistemi lacustri.”

Pietro Volta, ricercatore dell’IRSA-CNR, evidenzia l’approccio scientifico del progetto:

“Le specie reintrodotte sono state analizzate geneticamente per escludere la presenza di ibridi, mentre la rimozione delle specie aliene segue protocolli europei che ci permettono di portare questi risultati anche su tavoli internazionali.”

Giovanni De Bernardi, presidente dell’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, aggiunge:

“Questo progetto è il proseguimento di un percorso avviato anni fa con il Contratto di Lago del Cusio. La collaborazione tra enti pubblici e associazioni è fondamentale per la tutela del nostro lago.”

Infine, Marco De Nigris, dell’Associazione Amici del Fermi, sottolinea l’importanza del coinvolgimento delle scuole:

“Abbiamo strutturato un percorso educativo quadriennale per trasmettere alle nuove generazioni l’importanza della tutela ambientale.”

Con il proseguimento del progetto fino al 2026, Cusio 2030 continuerà a lavorare per garantire un futuro sostenibile al Lago d’Orta, con interventi mirati alla conservazione della biodiversità e alla sensibilizzazione della comunità locale.

a.f.