Nel suo ultimo report relativo al 2024, il Gruppo di esperti del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani stima un numero che varia tra le 2.100 e le 3.800 le persone vittime di tratta in Italia ogni anno. Mentre la maggior parte delle vittime sono donne, il numero di uomini e vittime transgender è aumentato, così come il numero delle vittime dello sfruttamento lavorativo, anche se lo sfruttamento sessuale rimane predominante. E’ questo il quadro in cui si muovono gli operatori dei progetti di accoglienza di vittime della tratta, che in tutta Italia lavorano con associazioni di varia natura. Oggi e domani questo mondo variegato e fortemente impegnato su uno dei tanti fronti fragili del disagio sociale si incontra per il primo incontro nazionale del settore, convocato a Novara in occasione del venticinquesimo di Liberazione & Speranza, una realtà novarese che da un quarto di secolo si occupa di tratta e più recentemente anche di lotta alla violenza di genere. “Una due giorni – spiega Comfort Akande, vicepresidente di Liberazione & Speranza- che ci permette per la prima volta in Italia di conoscerci e di confrontare i modelli organizzativi e le buone pratiche che ciascuno utilizza nella propria realtà”. Sotto la lente di ingrandimento anche i canali di sostegno economico ai progetti di accoglienza. In Italia il Fondo per le misure anti-tratta finanzia i programmi di assistenza e integrazione sociale ed è gestito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Dipartimento per le Pari Opportunità dal canto suo coordina e co-finanzia il Sistema italiano Antitratta. Ma in un quadro di sempre maggiori difficoltà per i bilanci pubblici, il tema delle altre forme di finanziamento, a cominciare dai partenariati pubblico-privato, è sempre più attuale.
In Breve
giovedì 03 aprile